Lutto e perdita

Morte, separazione, malattia e pensionamento

Etimologicamente il termine lutto significa “piangere”. È un’intensa e dolorosa emozione che si vive quando si è in uno stato di perdita causato da: morte di una persona molto cara, separazione da qualcuno o da qualcosa (per es. luoghi, case, lavoro), “fallimento” personale o lavorativo, perdita di un ruolo sociale (pensionamento) e di salute (malattia).

Alcune volte l’elaborazione del lutto puo' risultare molto difficile e si possono innescare così sindromi depressive e/o ansia 

 

Dato però che il lutto fa vivere emozioni, pensieri e comportamenti simili alla sindrome depressiva è molto importante saper differenziare le fasi di un lutto da quelle di una sindrome depressiva. 

Di seguito si riporto le fasi del lutto:

1. Negazione della realtà per difendersi dal dolore, come se non fosse accaduto nulla

2. Espressione della rabbia e conseguenti sensi di colpa

3. Auto recriminazione su azioni che si sarebbero potute compiere per evitare o ritardare il lutto (colpa)

4. Depressione (da alcune settimane a 6 mesi) e sensazione che il defunto sia ancora presente

5. Accettazione e ritorno alla realtà

 

QUANDO E’ IMPORTANTE RIVOLGERSI AD UNO PSICOLOGO?

Lo psicologo interviene per permetterti di elaborare il lutto e la relativa perdita causata da morte o separazione o malattia o cambiamento di status sociale/luogo affettivo. Infatti molte persone non riescono a raggiungere la 5° fase del processo e rimangono “ingabbiati” nei sintomi depressivi che possono portare ad una vera e propria sindrome depressiva.

In questo caso si definisce lutto complicato quando non viene elaborato dal soggetto entro i 6-12 mesi dall’evento critico.

L’elaborazione del lutto consiste dunque nell’accettazione della perdita attraverso la rielaborazione emotiva e cognitiva dei significati, dei vissuti legati alla persona/luogo/oggetto che non c’è più e con il quale si era sviluppato un legame significativo.