Ansia

L’ansia è un’emozione complessa, una condizione fisiologica che attiva l’organismo per affrontare un pericolo. 

 

Un istinto alla sopravvivenza che ci permette in molti momenti della vita di reagire in modo tempestivo ed efficace (attacco o fuga). 

 

Può, tuttavia, diventare un problema (al problema è sempre legata una soluzione ☺) quando la reazione è eccessiva rispetto alla situazione da fronteggiare o quando dura troppo a lungo e ci impedisce di svolgere compiti di routine. In questi casi, anche affrontare le situazioni più semplici e comuni (ad es. andare ad una festa, sostenere un esame, guidare la macchina, uscire, parlare in pubblico, fare la spesa, andare al mare o ad un appuntamento…) sembra comportare uno sforzo enorme con una conseguente tendenza ad evitarle.

 

I sintomi comuni dell’ansia sono: preoccupazioni, pensieri di pericolo/catastrofici, aspettative negative, focalizzazione dell'attenzione, ipervigilanza, tensione muscolare, palpitazioni o tachicardia, bisogno di urinare frequentemente, secchezza delle fauci, sudorazione/mani fredde; tremori, inceppi nell'eloquio, iper-reattività e irritabilità e interferenze con la concentrazione.

 

Presso Studio Caimi puoi trovare soluzione alla tua ansia e il percorso piu' adatto a te!

Tra le diverse manifestazioni di ansia ricordiamo:

Fobie, attacchi di panico, d. ossessivo-compulsivo, ansia sociale, mutismo selettivo, ansia da prestazione (per es. esami), ansia scolastica, ansia da malattie (ipocondria), ansia da stress

FOBIE

ll termine fobia (dal greco φόβος, phóbos, "panico, paura") è  la paura di qualcosa sentita come irrazionale ed esagerata e nei casi più gravi limita l’autonomia della persona. 

Il sintomo principale di questa sofferenza è l'irrefrenabile desiderio di evitare l'oggetto che incute timore e genera molta ansia. L'ansia che scaturisce alla vista o al contatto con lo stimolo fobico può comportare nausea, rossore, tachicardia, sensazione di soffocamento, tremori, sudorazione e in alcuni casi attacchi di panico.

Ci rendiamo conto che la paura è irragionevole ma non riusciamo a controllarla, così cerchiamo, per quanto possibile, di evitare il contatto con lo stimolo fobico.

 

Di seguito alcune fobie:

  • Fobie generalizzate: Agorofobia (ansia generata da luoghi dai quali sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi, in caso di attacchi di panico o sintomi simili); Fobia Sociale (ansia generata dalla paura di eseguire comportamenti che potrebbero implicare un giudizio da parte degli altri)
     

  • Fobie specifiche: ansia provocata dall’esposizione a un oggetto o ad una situazione specifica. Per es. aracnofobia (fobia dei ragni), cinofobia (fobia dei cani), ailurofobia (fobia dei gatti), acrofobia (fobia delle altezze), emofobia (fobia del sangue), aviofobia (fobia di volare), ornitofobia (fobia di uccelli e piccioni), scotofobia (fobia del buio), claustrofobia (fobia degli spazi stretti e chiusi, es: tunnel e ascensori), dismorfofobia (fobia riferita al proprio corpo o ad una parte di esso, visto come inaccettabile o inguardabile), idrofobia (fobia dell'acqua),  omfalofobia (fobia dell’ombelico), kenofobia (paura degli spazi vuoti), tocofobia (fobia del parto), somnifobia (paura di addormentarsi) e brontofobia (fobia dei temporali).

 

ATTACCHI DI PANICO 

Il termine “panico” si riferisce al timore improvviso che il Dio Pan suscitava agli antichi.

Insorgono all'improvviso con una forte angoscia e sintomi somatici quali: difficoltà respiratorie, tachicardia, sudorazione, tremori, senso di svenimento o di soffocamento, nausea, sensazione che il corpo sia irreale.

Il sentimento è quello di essere in balia di qualcosa di terrorizzante, incontrollabile ed in preda ad una forte paura di morire o impazzire.

Successivamente, per paura che questo stato tremendamente angosciante possa ricomparire all’improvviso,  si può giungere all'evitamento di luoghi e situazioni che possano provocare imbarazzo in caso di attacco o ai quali l'attacco di panico viene collegato. Si genera così, non di rado, una vera e propria fobia (agorafobia) in grado di limitare, a volte anche in modo severo, le attività della persona e compromettere la sua qualità di vita.

Si distingue:

  • Disturbo di panico con agorofobia: caratterizzato sia da ricorrenti Attacchi di Panico inaspettati che da Agorafobia.

  • Disturbo di panico senza agorofobia: caratterizzato da ricorrenti Attacchi di Panico inaspettati, riguardo ai quali vi è una preoccupazione persistente.

 

COME GESTIRLI?

  • COSA NON FARE: far finta di star bene, resistere agli attacchi di panico, sdraiarsi, far finta di niente, cercare di combattere e scappare.
     

  • COSA FARE: respirare regolarmente; lasciarsi andare; fare due passi; aspettare che passi; prender aria fresca; non scappare; massaggiarsi la parte che fa male; mettersi comodi; cerca una persona cara che può darti tranquillità ed attendi insieme a lei che il tutto passi.
     

  • DOPO IL MOMENTO CRITICO: Una volta che il momento critico è stato superato, agiamo immediatamente e cerchiamo un aiuto professionale, un professionista che può aiutarti a comprendere la radice del tuo malessere!

 

 

ANSIA DA MALATTIE (IPOCONDRIA)

È la preoccupazione persistente legata al timore o alla convinzione di avere una grave malattia, nonostante la valutazione e la rassicurazione medica appropriate e basata sulla erronea interpretazione di sintomi. 

La preoccupazione arriva a causare disagio clinicamente significativo oppure menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo, o in altre aree importanti. La durata dell’alterazione è di almeno 6 mesi.

È importantissimo prendersi cura di questa parte di sé molto sofferente per capirne i reali motivi che portano al timore persistente ed angosciante di avere una grave malattia. 

MUTISMO SELETTIVO

Il mutismo selettivo (MS) è un disturbo d’ansia che si manifesta in età evolutiva ed è caratterizzato dall’assenza di comunicazione verbale in alcune situazioni sociali.
Il termine “selettivo” indica che il bambino riesce a comunicare solo con alcune persone, solitamente i familiari e ha difficoltà a esprimersi in certi contesti, ad esempio quello scolastico (APA, 2014).  Al contrario a casa, e con le persone con cui si sente a suo agio, si esprime normalmente a volte risultando addirittura un chiacchierone.

I bambini con questa sofferenza possono comunicare a gesti e avere difficoltà a mantenere un contatto visivo. Restano immobili, non interagiscono, anche il linguaggio del corpo può risultare impacciato. Sono così ansiosi e impauriti da essere bloccati, è come se si sentissero al centro dell’attenzione e questo aumenta la loro ansia. Questo compromette i rapporti con gli altri, la riuscita scolastica e la loro autostima. Sono molto sensibili al giudizio degli altri e se commettono un errore ne sentono il peso in modo esagerato. Sono pignoli, perfezionisti e abitudinari perché le novità provocano loro ansia. I disagi possono portare a comportamenti quali tic, autolesionismo o esplosioni di ira incontenibile una volta che il bambino rientra nel contesto familiare che sente più rassicurante.

Anche se i più colpiti sono i bambini, possono soffrirne anche adolescenti e adulti. Il bambino, divenuto adolescente, può mantenere difficoltà di interazione sociale risultando spesso, a torto, disinteressate o sprezzante, arrogante e maleducato.
L’incapacità dei bambini di comunicare è il diretto risultato dell’ansia sociale e non è dovuto a deficit sensoriali o neurologici, come i disturbi afasici.
Attraverso questo comportamento il bambino evita le sensazioni spiacevoli provocate dalla pressione sociale o dall’aspettativa di parlare in alcuni contesti (Shipon-Blum, 2010).

 

Il Mutismo Selettivo è una sofferenza rara con un tasso d’incidenza tra lo 0,03% e 1%.
La comparsa dei primi sintomi (marcata timidezza, paura delle persone, ecc.) avviene tra i 2 e 3 anni, ma l’esordio avviene solitamente prima dei 5 anni, con le prime esperienze sociali e scolastiche in cui viene chiesto al bambino di esprimersi verbalmente (APA, 2014).
Le caratteristiche peculiari possono rendere la diagnosi ardua e spesso non immediata.
Infatti, il bambino può non giungere all’attenzione clinica fino all’inizio della scuola dove si ha un aumento dell’interazione sociale e dei compiti prestazionali (APA, 2014).

 

6 CONSIGLI COMPORTAMENTALI PER GENITORI ED INSEGNANTI

  1. Non facciamo sentire al nostro bambino che gli manca qualcosa, piuttosto attenzioniamo le sue meravigliose risorse

  2. Non chiediamogli perché non parla

  3. Non forziamolo a parlare (per es. salutare, dire il suo nome)

  4. Concediamogli il non verbale come possibile comunicazione alternativa (indicare, mano alzata, sorriso, cenno)

  5. Impariamo a riconoscere anche i cambiamenti nel non verbale come progressi e non focalizziamoci solo sulla parola

  6. Non utilizziamo mai alcuna forma di ricatto, punizione o inganno

ANSIA DA PRESTAZIONE E ANSIA SCOLASTICA

L' ansia da prestazione e l’ansia scolastica racchiudono entrambe la paura dell'insuccesso, del giudizio negativo e il timore di non essere capaci di superare la prova che si deve affrontare. Nasce dal normale desiderio di essere amati e ammirati e dalla paura di essere rifiutati e ridicolizzati. 

In genere nella vita la paura è fisiologica, ma quando questa è abbastanza intensa, frequente e dura da tempo diventa ansia patologica perché blocca la persona e le impedisce di raggiungere gli obiettivi che si era prefissata.

L’ansia da prestazione e quella scolastica si si manifestano con alcuni dei seguenti sintomi:

  • Mal di testa

  • Pianti, tremori, mente offuscata

  • Male allo stomaco o tensione muscolare, che spesso nell’ansia scolastica portano i bambini a chiedere di non andare a scuola o di uscire prima

  • Difficoltà ad addormentarsi (nel caso di ansia scolastica: il lettone di mamma e papà è spesso la soluzione a cui si ricorre per trovare la serenità e potersi addormentare tranquilli)

  • Talvolta vomito e febbre

  • Crisi di panico prima di varcare l’ingresso della classe o il luogo dove si deve svolgere il “compito”, ma a volte si manifesta già a casa prima di partire per andare a scuola

  • Irritabilità

  • Stress

  • Disturbi digestivI
     

Nel caso dell’ansia scolastica, spesso vengono considerati capricci, una sorta di ribellione, ma in realtà possono nascondere un disagio più profondo che colpisce bambini e ragazzi, dalle prime classi fino al liceo. 

OSSESSIONI E COMPULSIONI (DOC)

Le ossessioni sono pensieri o immagini ricorrenti sentiti come intrusivi, eccessivi ed irragionevoli ed in contrasto con la propria volontà; sono pensieri diversi dalle semplici preoccupazioni per la vita reale. 

Le ossessioni sono connotate da dubbi che possono avere diversi contenuti: aggressivi (per es. credere di volere fare del male a qualcuno), somatici, sessuali (per es. dubbi relativi all’orientamento sessuale) di precisione (rivedere tantissime volte se un compito è stato ben eseguito, senza errori), di contaminazione e di eccessiva responsabilità (per es. la persona attiva comportamenti ripetitivi per verificare di avere chiuso la porta di casa/macchina o il gas).

Dinanzi a questa continua lotta interiore si cerca di abbassare l’ansia, generata dalle ossessioni, attraverso rituali molto rigidi: le compulsioni (per es. pulizia, controllo, accumulo, contare, pregare, recitare le stesse formule ecc.). Nonostante le compulsioni ripetute e attuate per contrastare l’ansia in realtà alimentano ulteriormente il circolo vizioso delle ossessioni!

 

La persona si trova così in una condizione estremamente spiacevole e di intenso disagio, che causa spreco di tempo, di energie e interferisce con le sue attività lavorative e sociali.

La sofferenza e' molto forte, perché purtroppo fanno sentire la sensazione di essere imprigionati, condannati da qualcuno a fare ciò che non si desidera. L’angoscia diventa molto forte fino a portare la persona a perdere le speranze. 

Ti ricordo, a te che stai leggendo, che le ossessioni e le compulsioni si sconfiggono ☺ Oggi i protocolli di cura sono scientificamente validi e danno risultati meravigliosi! Credici anche tu ☺

SOFFERENZA POST-TRAUMATICA DA STRESS

È caratterizzata dal rivivere un evento estremamente traumatico accompagnato da sintomi di aumento notevole dell’ansia e da evitamento di stimoli associati al trauma e incubi notturni. Se non opportunamente elaborati i traumi possono portare anche a sindromi depressive e a problemi coniugali e relazionali in genere.

ANSIA SOCIALE

La caratteristica principale dell’ansia sociale è la paura di agire, di fronte agli altri, in modo imbarazzante o umiliante e di ricevere giudizi negativi.

L’ansia sociale può portare chi ne soffre ad evitare la maggior parte delle situazioni sociali, per paura di comportarsi in modo “sbagliato” e di venir mal giudicati.

I sintomi percepiti sono, quindi, temere di parlare in pubblico per la preoccupazione di dimenticare improvvisamente quello che si deve dire o per la paura che gli altri notino il tremore delle mani o della voce, oppure l’ansia estrema quando si conversa con gli altri per la paura di apparire poco chiari.

La paura sociale si fa sentire nel corpo con palpitazioni, tremori, sudori, tensione muscolare, nausea, secchezza delle fauci, vampate di calore, arrossamenti e mal di testa.

Il comportamento tipico dell’ansia sociale è l’evitamento delle situazioni temute.

Un’altra caratteristica tipica di questa sofferenza è una marcata agitazione che precede le situazioni temute e che prende il nome di ansia anticipatoria. Così, già prima di affrontare una situazione sociale (per esempio andare ad una festa o andare ad una riunione di lavoro) aumenta notevolmente la preoccupazione.

Chi soffre di ansia sociale tende a colpevolizzarsi per i sintomi della fobia sociale stessa e per le proprie condotte evitanti.

L’ANSIA SOCIALE E’ RISOLVIBILE!

La psicoterapia cognitivo comportamentale, ad orientamento costruttivista e complesso, ti permetterà di risolvere in prima battuta i tuoi sintomi e successivamente di capire le cause dei tuoi sintomi per evitare di stare nuovamente male!

Il percorso sarà cucito su misura per te, perchè l’assioma di base è che ognuno di noi è unico e irripetibile.

 

Lavoreremo insieme per modificare i pensieri disfunzionali (rigidi e poco adattivi che rinforzano la tua ansia) e per offrirti migliori capacità ed abilità nell’affrontare le situazioni temute.

Tali abilità prevedono, solitamente, sia tecniche (come i training di rilassamento o uso del mindlab) per la gestione dell’ansia che quelle per la gestione dell’interazione verbale.

 

La terapia per la cura della fobia sociale può essere condotta o attraverso percorsi individuali o, qualora sia possibile (e se desiderata dai “coraggiosi”) si può condurre ottimamente in sedute gruppali che presentano notevoli vantaggi, a cominciare dal fatto ovvio di essere già in una situazione sociale ☺

Risolvere l’ansia sociale ti permetterà' di vivere a pieno la tua vita!